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Una settimana da “normalista”: il Liceo De Sanctis Galilei partecipa al Corso di Orientamento della Scuola Normale di Pisa

Una settimana trascorsa tra alcune delle personalità italiane più stimolanti nel campo della cultura e della scienza. Mi presento: sono Simone Calò, alunno frequentante il quinto anno del Liceo Scientifico De Sanctis Galilei, e dal 4 al 9 settembre ho partecipato al corso di orientamento organizzato dalla Scuola Normale di Pisa in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli.

 

 

Fin dal 1980, la Scuola Normale Superiore di Pisa, una tra le scuole più prestigiose d’Italia, invita gli studenti italiani – e non solo- più brillanti a partecipare gratuitamente ad un programma intenso di lezioni e seminari tenuti da dottorandi e docenti universitari di tutta Italia. Dietro questo invito è presente una rigida selezione attuata dalla stessa Scuola Normale, e io, grazie alla possibilità offertami dal Liceo De Sanctis Galilei, sono stato ammesso a partecipare insieme ad altri 83 ragazzi che, come me, nutrono grande interesse per il sapere.

Il corso ha avuto inizio la mattina del 4 settembre con un discorso tenuto dallo stesso direttore della Scuola Normale, il professore e matematico Luigi Ambrosio, nonché responsabile del corso stesso. Ciò che mi ha colpito subito è stata la frase di apertura dell’incontro: non sarebbe stato un corso di orientamento, ma di “disorientamento”. Scopo di questa esperienza è infatti quello di vedere in anteprima il mondo universitario e accademico, facendo sì che i futuri universitari possano fondare le proprie scelte su basi più solide; questo comporta anche essere messi in crisi nelle convinzioni di partenza o addirittura cambiare radicalmente idea circa il proprio percorso. Lo stesso titolo del corso, “Respirare un’altra aria”, è una sintesi perfetta di questa esperienza.

Tra i professori chiamati a tenere una lezione, oltre al direttore Luigi Ambrosio e al rettore della Federico II, l’ingegnere Gaetano Manfredi, noti sono l’economista Carlo Cottarelli (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), il costituzionalista Emanuele Rossi (Scuola Sant’Anna di Pisa), il filosofo classico Alessandro Schiesaro (Università di Manchester). Molti sono stati i temi affrontati durante questo corso: dalla matematica all’economia, dalla fisica alla filosofia, dalla storia dell’arte medievale fino alla letteratura italiana e alla glottologia. Materie scientifiche e umanistiche, ma entrambe analizzate sotto un’ottica diversa, più profonda e ragionata. Ogni argomento è stato affrontato ponendo sempre l’accento su un importante interrogativo: perché è così? Qual è la causa di questo? Ecco che allora anche le materie umanistiche, come l’arte e la letteratura, presentano al loro interno una precisa struttura scientifica, rendendole dunque non troppo diverse dalle materie propriamente definite “scientifiche”. Al termine di ogni lezione, una grossa fetta di tempo era dedicata alle domande da parte dei corsisti: io stesso ho posto più di qualche domanda per gli argomenti che ho trovato più interessanti, completamente coinvolto dal clima intellettuale che ho “respirato” in quei giorni.

L’elemento che ho apprezzato soprattutto di questa esperienza è stato proprio l’ambiente culturale in cui mi son trovato: eravamo 84 ragazzi diversi provenienti da 20 regioni diverse, ma con un elemento in comune: la voglia di conoscere e di mettersi in gioco. In questi 6 giorni ho stretto una forte amicizia con gli altri corsisti e ho avuto modo di confrontarmi con persone provenienti da esperienze scolastiche e sociali completamente diverse dalle mie. Tutto questo mi ha dato una ricchezza interiore che, nella mia vita, ho provato poche volte.

In conclusione, vorrei ringraziare ancora una volta la scuola, la dirigente Professoressa Maria Maddalena di Maglie e il referente per l’Orientamento, il professore Carmelo Cosimo Prisciano, per avermi consentito di fare quest’esperienza formativa molto importante. Un ultimo messaggio lo dedico ai ragazzi che, come me, si trovano ad affrontare i dubbi relativi all’Orientamento Universitario: se avete la possibilità di partecipare a corsi simili, non esitate minimamente a farlo. Esperienze del genere sono utili non solo a capire cosa si vuole fare all’Università: sono occasioni per conoscere meglio se stessi, le proprie abilità, le aspirazioni e, in virtù di queste, cosa si vuole e si è disposti a fare per il proprio futuro.

Simone Calò

 

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